È dai tempi pre covid che non visitiamo più città; quindi, è assolutamente ora di ricominciare e vogliamo farlo restando in Italia, in una delle città più importanti del nostro Paese tra quelle che non abbiamo ancora visitato, Napoli.
Prima volta a Napoli e prima volta in treno con un viaggio lungo, anzi anche prima volta con Italo treno https://www.italotreno.it/it Prenotando circa un mesetto prima, i prezzi del treno (aspettando il codice promozionale che esce in quasi tutti i fine settimana) non sono proprio economici, ma paghiamo circa 70 euro a testa andata e ritorno dalla stazione Mediopadana dell’alta velocità, vicino a Reggio Emilia fino a Napoli Centrale. Per noi è comunque un viaggio piuttosto lungo perché Reggio Emilia non è proprio dietro l’angolo, ma a Parma non si fermano i treni di Italo e con le Frecce di Trenitalia dovevamo cambiare a Bologna oltre al fatto che avremmo pagato di più; quindi, scegliamo di usare per la prima volta la stazione dell’alta velocità Mediopadana.
La stazione è in mezzo al nulla, ma non lontana dall’uscita della A1 di Reggio Emilia. Dovendo arrivarci con la nostra macchina poi abbiamo il problema del parcheggio. Visto il freddo e le previsioni che mettono pioggia o neve decidiamo che la macchina debba restare al coperto. Purtroppo, non ci sono parcheggi coperti nelle immediate vicinanze della stazione e quindi l’unica soluzione (anche questa provata per la prima volta) è stata il Car Valet con Mediaparking https://www.mediopadanaparking.it/ società che propone un metodo completamente automatizzato per il parcheggio. Si lascia la macchina nel parcheggio con 30 minuti gratis con disco orario, si mette chiave in un box che si apre con una password inviata qualche ora prima, gli addetti poi portano la macchina in un parcheggio coperto a qualche chilometro dalla stazione. Al ritorno la macchina è in un loro parcheggio riservato (all’aperto) dietro la stazione e la chiave resta nel box con un altro codice inviato su whatsapp. Processo tutto automatizzato e tutto sommato funzionale a circa 10 euro al giorno.
Il viaggio con Italo è andato piuttosto bene, 15 minuti di ritardo alla fine, sedili piuttosto comodi anche in classe economica (con Italo si chiama Smart), nessun intrattenimento particolare se non qualche giornale, rivista o film che si potevano vedere nel loro sito, dopo aver attivato il wi-fi che però andava a tratti, quindi meglio portarsi qualcosa da leggere o guardare direttamente da casa.
Arriviamo a Napoli verso le 22.00 del 24 febbraio. La scelta della sistemazione è caduta sul B&B Le Villanelle, https://www.levillanelle.it/wp/it/ non lontano dalla stazione centrale e la nostra scelta non poteva essere migliore. Difficile chiedere di meglio. La proprietaria è di una cortesia e gentilezza assoluta, cerca sempre di venire incontro alle richieste degli ospiti. Camera arredata con molto gusto, letto molto comodo. Colazione con prodotti preparati in casa, con molta scelta per i dolci. Posizione molto vicina alla stazione centrale e quindi anche alla metro che porta ovunque. Assolutamente da consigliare anche per l’ottimo rapporto qualità prezzo. La proprietaria Daniela si è anche offerta di venirci a prendere alla stazione e quindi troviamo lei e il marito Carlo ad aspettarci appena fuori dal cancello laterale, che sarà il passaggio che useremo sempre per andare a prendere la metropolitana, più vicino al B&B ma soprattutto un passaggio più tranquillo e meno caotica della porta principale.
La stanchezza si fa sentire, sistemiamo i pochi bagagli che ci eravamo portati e andiamo a letto pronti per iniziare la nostra vacanza napoletana.Il giorno prima di partire avevo acquistato la Napoli Arte Card da 3 giorni https://www.campaniartecard.it/napoli-3-giorni/ che comprende al costo di 21 euro tutti i trasporti (di tutte e tre le aziende che li gestiscono), più tre ingressi gratuiti in alcune delle principali attrazioni (non comprende, tra le altre, il museo Cappella San Severo e il Tesoro di San Gennaro) e poi consente altri ingressi scontati. Il risparmio a posteriori è stato notevole, almeno di una ventina di euro a testa, ma l’utilizzo è davvero macchinoso soprattutto per i trasporti. Si usa la loro app dedicata ma funziona solo con la rete attiva e soprattutto non salva le credenziali e si disconnette dopo ogni utilizzo, quindi il problema si pone in ogni stazione della metro dove, davanti ai tornelli, se l’app non è attiva e non c’è la rete bisogna tornare in superficie, attivarla, controllare che lo smartphone non blocchi lo schermo, tornare ai tornelli e sbloccare il passaggio. Un po’ meglio con gli ingressi culturali, ma anche lì c’è stata un po’ di confusione con il Complesso monumentale di Santa Chiara che doveva applicarci lo sconto e non lo ha fatto.
Sabato mattina 25 febbraio, come facciamo sempre, ci alziamo presto e, dopo la splendida colazione con dolci fatti in casa dalla proprietaria del B&B le Villanelle, partiamo alla scoperta di Napoli. Con un tempo di attesa della metro decisamente più lungo rispetto a tante altre città europee (di solito si aspetta in media oltre 10 minuti), in tre fermate scendiamo a Università, una delle stazioni del centro storico.
Facciamo una delle tante salitelle di Napoli andando in direzione del Complesso monumentale di Santa Chiara, ma prima di arrivare all’antico monastero, ci fermiamo nella Chiesa del Gesù Nuovo, senza dubbio la più bella delle chiese di Napoli che abbiamo visto. La facciata è poco appariscente (adesso anche coperta dai teloni per un restauro), ma una volta entrati, si trovano interni fantastici. Tanto barocco e tante cappelle laterali, una più bella dell’altra piena di statue, stucchi e decorazioni.
Proseguiamo la visita e a poche decine di metri entriamo nella Chiesa del Monastero di Santa Chiara che è piuttosto spoglia e si visita velocemente, ma a pochi metri, nello stesso complesso si trova uno dei luoghi più belli di Napoli, il Chiostro di Santa Chiara, con una vasta area ricoperta dalle maioliche, piccole mattonelle colorate, che riprendono paesaggi e scene bucoliche napoletane, con colonne, fontane e sedili decorati con maioliche. Tutto attorno tanti alberi di agrumi che danno la sensazione di estrema tranquillità e pace.Il tempo purtroppo non è bellissimo, la scelta di Napoli per una vacanza invernale è stata anche dettata dalla speranza di trovare bel tempo, in parte siamo stati disattesi in quanto non riusciremo mai a vedere il sole in quattro giorni, anche se abbiamo preso pochissima pioggia, soprattutto l’ultimo giorno, e comunque le temperature sono accettabili, non fa freddo e si cammina senza problemi.
Dopo Santa Chiara ci spostiamo sempre a piedi verso il cuore di Napoli, lo Spaccanapoli, È la via centrale che taglia Napoli in due. L’ingresso è caratterizzato da un enorme arco che in realtà è una grande porta antica che si chiama Port’Alba. La “Spaccanapoli” parte dai Quartieri Spagnoli e arriva fino al quartiere di Forcella. Camminare lungo questa strada è un viaggio all’interno della vera Napoli. Viuzza stretta piena di vita e di attività. Sempre affollata (anche troppo a volte) ma un giretto nella via è imperdibile e noi ne faremo più di uno.
Lungo la Spaccanapoli si incrocia la storica via San Gregorio Armeno, la via con le bancarelle degli artigiani che realizzano le statuine dei presepi, una salitella di qualche centinaio di metri nel centro storico della città. Sempre affollata (anche troppo) ma una visita è imperdibile. L’enorme bravura di questi artigiani, spazia dai personaggi dello spettacolo fino alla politica; soprattutto hanno saputo sempre resistere dal trasformarsi solo in una attrazione turistica, mantenendo intatta quella vocazione artigiana che esprime appieno la forte religiosità popolare; un mix che li ha resi unici al mondo.
La mattinata sta per finire ma facciamo in tempo a dirigerci verso il Duomo di Napoli, che in realtà è la Cattedrale di Santa Maria Assunta. A differenza della principale cattedrale di quasi tutte le città non è posizionato in una grande piazza, ma semplicemente su un affaccio di una via. L’interno del Duomo è maestoso, ricco di opere d’arte e non solo. è una sovrapposizione di stili, che vanno dal gotico al neogotico. Di particolare rilevanza la Cappella di San Gennaro, tributo al santo patrono dei napoletani che conserva le reliquie del Santo. Accanto alla Cattedrale si trova il Museo Tesoro di San Gennaro, con la collezione di gioielli d’arte sacra, donati nel corso dei secoli da sovrani napoletani e stranieri, dai Papi e dalla profonda relazione del popolo stesso.
Nel percorso che ci avrebbe portato verso la trattoria che abbiamo scelto per pranzo ci fermiamo nella piazza di San Domenico Maggiore, crocevia di tutte le strade che poi portano verso la Spaccanapoli e il centro storico. Caratterizzata dal grande obelisco, da una chiesa con attorno tanti locali e negozi.
Per pranzo e cena, la prima idea era quella di andare nei locali “famosi” conosciuti in tutti il mondo, ma praticamente tutti questi rinomati ristoranti e pizzerie non accettano prenotazione e il rischio è di trovare code di ore per poter entrare a mangiare; quindi, abbiamo cambiato idea e deciso di andare in locali prenotando anticipatamente per non avere sorprese di non trovare posto. Ci siamo quindi affidati, anche in questo caso, per la prima volta, all’app The Fork https://www.thefork.it/ che, fra l’altro, in questa settimana, ha l’offerta di numerosi ristoranti scontati fino al 50%. Guardando le recensioni scegliamo due trattorie nei due pranzi di sabato e domenica con lo sconto del 50% e due pizzerie per le due serate con lo sconto del 30%.
La prima scelta del sabato è la trattoria “Le Bistrot Bordeaux” Locale in via Chiaia non lontano dal lungomare, piccola saletta all’interno e una decina di tavoli all’esterno con i funghi di calore per scaldare l’ambiente. Personale giovane, molto gentile e cordiale, piatti buoni con prezzi ragionevoli. Prendiamo due primi e basta perché la colazione abbondante ci lascia ancora il senso di sazietà.
Dopo pranzo e soprattutto dopo i tanti chilometri fatti a piedi in mattinata decidiamo di prendercela un pochino più comoda e di fare una passeggiata sul lungomare con una sosta seduti negli scogli della spiaggia della Mappatella, la spiaggia cittadina di Napoli. Certo se ci fosse stato il sole avremmo apprezzato molto di più sia la sosta in spiaggia che la vista sul Golfo di Napoli, ma purtroppo il tempo continua ad essere nuvoloso anche se non piove e fa comunque abbastanza caldo.
Tutto il lungomare è dominato dal grande Castel Dell’Ovo, il castello più antico della città di Napoli, uno degli elementi che spiccano maggiormente nel celebre panorama del golfo, che purtroppo è chiuso in questo periodo per lavori di restauro e quindi non è possibile visitarlo internamente.
Nel primo pomeriggio lasciamo il lungomare e torniamo verso il centro storico facendo tappa nella immensa Piazza del Plebiscito, Una delle piazze più grandi di Italia. Da un lato la grande Cupola della Basilica di San Francesco da Paola, dall’altro il Palazzo Reale, in mezzo tanta gente che passa, qualche artista di strada e altri che si fermano a sedersi nei gradini per riposarsi tra una attrazione e l’altra. Una sosta nella piazza prima di riprendere la visita della città è tappa obbligata.
Visitata rapidamente la Basilica ci dirigiamo verso il Palazzo Reale, il biglietto (da 10.00 euro) è compreso nella Napoli Arte Card all’ingresso bisogna fare una breve coda per prendere comunque il biglietto. Il Palazzo Reale è stata la residenza storica delle più importanti dinastie borboniche susseguitesi nel capoluogo. Esterno classico, appena entrati ci si trova di fronte a grandi scalinate di marmo che portano ai piani. Tante stanze visitabili, alcune piene di dipinti, arazzi e oggetti d’epoca, altre più spoglie. È visitabile anche la biblioteca e i giardini esterni, a dire il vero non molto curati.
Ormai stiamo camminando da quasi dieci ore e siamo decisamente stanchi, ma abbiamo ancora un appuntamento importante, prenotato da giorni, la visita al Museo Cappella San Severo https://www.museosansevero.it/ . È una cappella sconsacrata con al centro il capolavoro del Cristo Velato, una statua di marmo scolpita a grandezza naturale, realizzata da un giovane artista napoletano, Giuseppe Sanmartino, rappresentante Gesù Cristo morto, coperto da un sudario trasparente realizzato dallo stesso blocco della statua. Attorno un’altra decina di statue e alcuni dipinti. La visita è molto breve perché praticamente il museo è costituita da questa unica stanza, ma vale assolutamente la pena vederlo. Non si possono fare foto.
La nostra prima giornata napoletana sta per volgere al termine, ma non possiamo finirla senza aver mangiato una pizza. Per cena la nostra scelta (sempre prenotata qualche giorno prima con The Fork) è caduta sulla Pizzeria Evo50, locale non lontano dal Duomo in una viuzza non semplice da trovare ma comunque nel centro storico. Scelta molto soddisfacente, pizza margherita buonissima, prezzi molto economici, personale cordiale e gentile e locale tranquillo, almeno all’apertura serale quando siamo andati noi.
Usciti dalla pizzeria inizia a piovere ma arriviamo in pochi minuti alla fermata della metro e, dopo la solita lunga attesa del treno, torniamo verso il nostro B&B per finalmente coricarci dopo oltre 30.000 passi di camminata.
Domenica 26 febbraio ci svegliamo con il cielo che sembra (a dispetto delle previsioni negative) un po’ più chiaro del giorno precedente, quindi, subito dopo la solita abbondante e splendida colazione, decidiamo di andare nel posto più panoramico di Napoli, Castel Sant’Elmo, un castello, ubicato su una collina, che si affaccia direttamente su tutto il golfo di Napoli a 360 gradi. Sito web: https://www.beniculturali.it/luogo/castel-sant-elmo-e-museo-del-novecento-a-napoli
Per arrivarci però ci vuole quasi un’ora, compresi i soliti ritardi dei mezzi pubblici. Avevamo due alternative: o prendere la metro fino a Municipio o Toledo e poi la funicolare centrale da Chiaia o Montesanto e poi fare l’ultimo tratto a piedi o con le scale mobili che sono all’uscita della funicolare, oppure prendere la metro diretta fino a Vanvitelli e poi proseguire a piedi per circa 800 metri.
Abbiamo scelto la seconda opzione che comporta camminare di più ma cambiare meno mezzi sperando di arrivare prima, ma non avevamo calcolato che la tratta finale da fare a piedi è davvero tutta in salita molto ripida con diversi scalini da fare. Arriviamo quindi sulla collina che sovrasta Napoli piuttosto affaticati e fra l’altro con il cielo che è diventato nerissimo e quindi la prospettiva di vedere un bel panorama sul Golfo di Napoli, in parte, svanisce.
Entriamo comunque a Castel Sant’Elmo, per noi l’ingresso è gratuito con la Napoli Arte Card. Il castello è una antica fortezza e, come quasi sempre, la prima stanza che si trova è quella con i grandi cannoni che proteggevano la città. Saliamo sulla cinta del castello e purtroppo inizia a piovere, non forte ma comunque in modo fastidioso anche perché non abbiamo portati ombrelli con noi visto che il cielo non ci sembrava minacciare pioggia almeno al mattino presto. Ci ripariamo al coperto, visitiamo il piccolo museo annesso e tutte le zone al chiuso, che comunque sono molto spoglie e si visitano velocemente. Finalmente smette di piove e quindi possiamo fare qualche foto al panorama. Non si vedono le isole del Golfo che, in una giornata limpida, si sarebbero viste, ma comunque è una bella vista su tutta la città di Napoli. Impressionante vedere la linea della “Spaccanapoli” che taglia esattamente in due parti la città.
La visita del Castello è comunque piuttosto rapida perché è molto spoglio. Per tornare verso il centro prendiamo la strada opposta rispetto all’andata e decidiamo di farla tutta a piedi confidando che sarebbe stata interamente in discesa. Prendiamo quindi le scale del Petraio e scendiamo con l’obiettivo di raggiungere i Quartieri Spagnoli e di girare tra le loro viuzze e i loro vicoli.
Purtroppo, riprende a piovere e dobbiamo fermarci a ripararci sotto un porticato. Mentre stiamo valutando di andare alla metro più vicina e tornare al B&B a prendere gli ombrellini, per fortuna smette di piovere e poi, non pioverà più per tutto il giorno.
Arriviamo quindi, quasi improvvisamente, nel cuore della Napoli più folkloristica, nei Quartieri Spagnoli. Sembra di entrare in un mondo a parte con proprie leggi, usi e costumi. Dai panieri calati dalle finestre, alle grida per chiacchierare da un edificio all’altro, agli odori provenienti dalle cucine delle case, ai tanti murales, alle bandiere e stendardi, tutto un susseguirsi di elementi folkloristici che non si trovano in nessun altro luogo del mondo.
Totò è personaggio più raffigurato nei vari murales, ma sicuramente la zona più affollata resta quella con il grande murales di Maradona. Nel punto più alto dei Quartieri Spagnoli si trova questo tributo laico al personaggio preferito dai napoletani. Non solo il grande murales, ma una specie di cappella realizzata per onorare Maradona e tante bandiere e stendardi appese. Sembra che qua il tempo si sia fermato e di tornare indietro nel tempo agli anni 90, quando Diego era veramente una divinità per tutti i napoletani. Probabilmente il fatto che in questo anno il Napoli sta dominando il campionato di calcio, ha riacceso ancor di più il tifo e la passione sportiva e quindi non c’è davvero finestra o balcone che non abbia una bandiera, uno stendardo o un gagliardetto del Napoli Calcio. Fra l’altro a posteriori abbiamo anche notato che il giorno precedente molti esercizi commerciali hanno chiuso, molto prima del solito, per poter vedere la partita del Napoli alle 18.00. Una città che si ferma per lasciare spazio al calcio. Non so se succede sempre o in questo anno particolare di successi, ma penso che non succeda in nessuna altra parte del mondo.
Così come i quartieri Spagnoli sono apparsi all’improvviso arrivando dalla collinetta sopra la città, allo stesso modo, spariscono in fondo alle viuzze, lasciando spazio alla elegante via Toledo, piena di negozi delle grandi firme mondiali. Anche qua c’è tanta gente, facciamo un giretto e poi, essendo ormai le 13, andiamo verso la trattoria che abbiamo scelto per il pranzo di oggi, che è a qualche centinaio di metri andando verso il mare.
Sempre prenotata qualche giorno prima con The Fork con il 50% di sconto, oggi andiamo da Vinecò cucina: cultura e passione. Il menù è molto vario e spazia dai piatti tipici napoletani alla cucina mediterranea. Prendiamo un primo tradizionale e un primo di pesce, buoni, meno abbondanti del giorno precedente. Mentre stiamo mangiando arriva un tizio vestito in modo folkloristico e inizia a suonare chitarra e mandolino e a cantare a squarciagola canzoni napoletane. A qualcuno sarà piaciuto, a me è sembrato un pochino fastidioso, ma i gusti sono sempre personali.
Dopo pranzo rifacciamo un giro in via Toledo e prendiamo quella che viene considerata la stazione della metropolitana più bella al mondo, appunto la fermata Toledo. Ci sono un mix di luci che cambiano colore continuamente e tante piccole piastrelle colorate con un grande “buco” che parte dal terzo livello sotterraneo e arriva fino al tetto dando la sensazione del buco nero.
Facciamo due fermate e scendiamo a Università per fare un altro giro a piedi nel cuore del centro storico, in quello che è il Decumano. O meglio, i Decumani sono tre delle più antiche strade di Napoli che scorrono nel cuore del centro storico, attraversandolo da Est a Ovest, create in epoca greca, alla fine del VI secolo avanti Cristo e oggi sono dichiarate Patrimonio dell’Unesco. Si dividono in decumano superiore, maggiore e inferiore: qui hanno sede numerose botteghe storiche, tra cui quelle legate all’arte dei presepi già visitate in via San Gregorio Armeno, alberghi, università, ristoranti, pizzerie e luoghi di interesse culturale della città. Passeggiando per queste vie, brulicanti di vita, è possibile ammirare la cultura e l’anima napoletana nelle sue più svariate forme.
Arriviamo nella zona del Municipio e facciamo un giro anche all’interno della Galleria Umberto I, una monumentale galleria commerciale. Nella splendida galleria, accessibile attraverso quattro ingressi di cui il principale affaccia sul teatro di San Carlo.
Ultimo appuntamento della giornata è la visita al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. https://mann-napoli.it/ Il museo è veramente immenso. tra i più grandi del mondo, con un ricco patrimonio di opere d’arte: statue, quadri, vasi, mosaici, oggetti vari. Per visitare tutte le sale con calma servirebbe una mezza giornata buona. A noi resta un’ora abbondante prima di dirigerci verso la pizzeria prenotata per la cena e quindi decidiamo di dedicare più tempo alle sale che ci attraggono di più e fare più velocemente le altre sezioni. Purtroppo la sezione egizia è chiusa per restauro, ma le parti dedicate all’antica Grecia e ai resti dell’eruzione del Vesuvio di Pompei e Ercolano sono qualcosa di introvabile. Noi siamo entrati gratuitamente perché compreso nella Napoli Arte Card, ma credo che i 18.00 euro dell’ingresso li valga tutti per un appassionato di archeologia.
Chiudiamo la serata con la solita pizza margherita, questa volta alla Trattoria Pizzeria Fedele, nella zona del Duomo, pizza sempre classica alla napoletana, sottile e molto soffice, secondo me meno buona di quella della sera precedente. Esattamente come la sera precedente nel percorso per tornare al B&B ricomincia a piovere ma ormai arriviamo per goderci il meritato riposo dopo i nostri 30.000 passi di camminata per il secondo giorno consecutivo.
Lunedì 27 febbraio è il nostro ultimo giorno a Napoli. Abbiamo ancora la mattinata intera e poi dobbiamo riprendere il treno per tornare verso casa. Dopo colazione abbandoniamo la bella stanza nel nostro B&B Le Villanelle, ma possiamo lasciare i nostri trolley in custodia a Daniela con l’accordo di tornare a riprenderli verso le 13.00 prima di andare in stazione.
Pioviggina e quindi questa volta siamo previdenti e ci portiamo dietro gli ombrellini. L’ultimo appuntamento che abbiamo fissato per questa vacanza è la visita a Castel Nuovo, il Maschio Angioino https://www.comune.napoli.it/maschioangioino
Per accedere c’è un sistema un pochino macchinoso di prenotazione obbligatoria per le aree visitabili in autonomia con poi pagamento il loco. Se si vuole fare una visita guidata bisogna poi accedere ad un altro sportello gestito da una cooperativa privata e prendere l’ulteriore biglietto. Noi abbiamo prenotato per le 10.00 la visita libera, facciamo lo stesso un po’ di coda per prendere il biglietto che per noi è comunque compreso nella Napoli Arte Card.
Il Castello è uno dei simboli di Napoli, grande e maestoso all’esterno, ma l’interno ci lascia piuttosto delusi, è molto spoglio e le quattro zone visitabili non sono nulla di memorabile. A complicare la visita ci si mette una lunga coda per prendere l’ascensore per salire ai piani superiori, che oggi è un passaggio obbligato in quanto le scale non sono accessibili per un incendio del giorno precedente. Insomma, nell’ora abbondante che restiamo all’interno del Maschio Angioino la maggior parte del tempo la passiamo in coda. Non abbiamo il tempo per partecipare alla visita guidata e quindi non posso valutarla.
Abbiamo ancora un’ora abbondante per girare e decidiamo di tonare nella zona centrale, nei Decumani per prendere qualche souvenir da portare a casa e vivere ancora un pochino dell’atmosfera colorata e gioiosa di Napoli. C’è meno confusione dei due giorni precedenti ma anche in un qualsiasi lunedì mattino il centro di Napoli è pieno di turisti. Prendiamo qualche statuina e qualche casetta per il presepe in via San Gregorio Armeno e altri oggettini da regalare e poi dedichiamo gli ultimissimi minuti della vacanza a comprare qualche ricordo gastronomico da portare a casa.
Non possono mancare le sfogliatelle. Avevamo già provato ad acquistarle nella pasticceria più famosa di Napoli, quella di Attanasio, ma ci siamo trovati davanti una coda di quaranta persone e allora abbiamo desistito e le abbiamo prese in una delle tante pasticcerie in via Nazionale, non lontano dal nostro B&B.
Sempre in via Nazionale, l’ultima visita che facciamo è in un locale storico di Napoli, la pizzeria Pellone, dove acquistiamo da asporto in nostro pranzo che consumeremo in treno a base di arancini e ci facciamo fare tre pizze margherite da portare a casa per la cena per far vivere anche a nostra figlia rimasta a casa un po’ di sapori napoletani.
Non ci resta che recuperare i nostri bagagli e salutare la gentilissima Daniela del B&B Le Villanelle e tornare con le pizze e tutti i pacchettini vari al seguito verso la stazione dove il treno Italo per Reggio Emilia Mediopadana parte e poi arriverà puntuale a destinazione.
Napoli è sicuramente una città unica al mondo, per atmosfera, modo di vivere (e di guidare), il centro storico è qualcosa di più di un aspetto folkloristico, credo che sia veramente una filosofia di vita diversa da quelle degli abitanti di una qualsiasi altra città italiana. Ha un notevole patrimonio culturale e artistico nelle sue chiese e nei suoi castelli, un bel lungomare, è più economica rispetto ad altre città del nord Italia almeno, la pizza è certamente più buona che in ogni altro luogo al mondo, le persone sono ospitali, ma è indubbio che il turista deve mettere in conto tanta confusione, tanto traffico, organizzazione a volte approssimativa e anche la pulizia sicuramente migliorabile. Napoli è così con tutte le sue ambiguità e le sue contraddizioni, ma almeno una volta nella vita va assolutamente visitata.
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